| Parghelia
è un piccolo centro sul
versante tirrenico vibonese a
75 metri sul livello del mare
e conta 1.377 abitanti (2003).
Il territorio comunale ha un’estensione
di 8 kmq con 8 km di spiaggia.
Confina con i comuni di Tropea,
Zambrone, Drapia e Zaccanopoli.
Parghelia dista 3 km da Tropea
e 32 dal capoluogo Vibo Valentia. |
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| La storia |
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Il toponimo di
Parghelia ha probabile derivazione
greca, giacchè
vuol dire “spiaggia”.
Almeno dal XV al XIX secolo il
borgo marinaro è tra i
casali di Tropea. Diviene comune
autonomo nel 1806, in seguito
alle riforme amministrative introdotte
dai Napoleonidi nel Regno di Napoli.
A causa dei danni provocati dai
terremoti del 1973 e, soprattutto,
del 1905, il paese viene interamente
ricostruito tra gli anni Venti
e Trenta del Novecento. L’attuale
impianto urbano ha dunque caratteri
tipici dell’ architettura
e dell’urbanistica del periodo
fascista. Fin dai tempi remoti
tra le attività economiche
più importanti di Parghelia
vi furono la marineria e la pesca
del tonno. In una supplica del
1577, indirizzata al viceré
di Napoli, “gli homini del
casale di Parghelia”, infatti,
si definiscono “tonnarari
che si affittano tutte le tonnare
del regno”. Rilevante, per
tutto l’Ottocento, fu il
commercio delle coperte di cotone
e, insieme alla vicina Tropea,
dell’olio di cattiva qualità
che veniva venduto sulla piazza
di Marsiglia per produrre il noto
sapone. La linea commerciale Parghelia-Marsiglia
fu inoltre determinante, grazie
all’opera di Antonio Jerocades,
per l’introduzione nel Mezzogiorno
di una nuova massoneria di rito
scozzese che ebbe un ruolo significativo
nell’attività cospirativa
e rivoluzionaria di fine Settecento.
Nel XVI e XVII secolo i pirati
barbareschi saccheggiarono ripetutamente
i centri costieri da Pizzo a Nicotera.
Nella chiesa di Santa Maria di
Porto Salvo un dipinto, al centro
del soffitto, ricorda uno di questi
sbarchi avvenuto alla marina di
Parghelia.
Tre parghelioti furono coinvolti
nelle tragiche vicende connesse
alla rivoluzione napoletana del
1799 : il già ricordato
Antonio Jerocades, il capitano
Andrea Mazzitelli e il magistrato
Onofrio Colace.
Noto intellettuale nativo di Parghelia,
attivo a Napoli, è nella
prima metà dell’Ottocento
il mineralogista e geologo don
Giueseppe Melograni, scienziato
al servizio dei governi francese
e borbonico, autore di numerose
pubblicazioni e relazioni tecnico-statistiche
sulla Calabria. Di grande rilievo,
nel secondo Novecento, per la
vita culturale e istituzionale
del paese, è la figura
e l’opera dell’antropologo
Mariano Meligrana (1936-1982). |
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| Gli
itinerari |
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Il centro storico di Parghelia nasconde dietro ogni angolo
scorci affascinanti. Pure se di
recente costruzione l'abitato
conserva, infatti, piccoli angoli
di rara bellezza.
Ma la vera attrazione è
il tratto di costa caratterizzato
da scogliere che sembrano invitare
a virtuosistici tuffi nelle limpide
acque del mar Tirreno.
Percorso
storico-religioso
Chiesa di S.Andrea Apostolo (Matrice)
L'imponente edificio fu costruito
agli inizi del XX secolo. Nella
facciata principale, che ha un
corpo sporgente rispetto alle
ali che sono ribassate, si apre
il portale rattangolare sormontato
da un timpano spezzato, al centro
del quale campeggia uno stemma.
Ci sono poi altri due piccoli
ingressi principali, sormontati
da rosoni, in posizione più
laterale. A sinistra della chiesa
si eleva una torre campanaria.
L'interno è a tre navate.
Dietro l'altare maggiore in marmi
policromi spicca un mosaico raffigurante
il martirio di Sant'Andrea. Nella
chiesa, inoltre, è custodito
un busto ligneo di Sant'Andrea
risalente al XVIII secolo.
Chiesa
di San Girolamo
E' una semplice chiesetta, realizzata
agli inizi del XX secolo, che
si trova nella frazione Fitili.
La facciata, molto sobria, presenta
un unico portale. All'interno
sono conservate le statue di San
Girolamo, San Nicola, San Gerardo
e della Madonna Addolorata.
Palazzo
Meligrana
Nel centro abitato, è caratterizzato
dalla presenza di balconi con
ringhiera in ferro battuto. Ha
un corpo su due livelli e uno,
a forma di torretta terrazzata,
su tre. Il portale d'ingresso
è ad arco con decoro alla
chiave di volta.
Lapide
ad Antonio Jerocades
E' una lapide del XIX secolo posta
all'interno della sede comunale
Il santuario
- Madonna di Porto Salvo
Fu costruito nel XVIII secolo
in stile neoclassico. La facciata,
scandita da lesene dotate di piccolo
capitello decorativo, si eleva
su tre ordini. E' affiancata da
un campanile cuspidato a base
quadrata. Il portale d'ingresso
è rettangolare. All'interno
c'è un altare barocco in
marmo (con rilievi e tarsie policrome)
sormontato da un olio su tela
raffigurante la Madonna di Porto
Salvo (opera di artisti napoletani
del XVIII secolo) e un dipinto,
visibile sul soffitto, che ricorda
la sconfitta dei Saraceni a opera
dei cittadini di Parghelia. Nella
chiesa sono da ammirare una balaustra
in stile barocco (XVIII secolo)
e due tele dipinte a olio che
rappresentano la Sacra Famiglia
e l'Annunciazione (XVIII secolo).
Degno di nota è, inoltre,
un quadro della Deposizione che
adorna l'altare della Madonna
dei Sette Dolori.
Percorso
naturalistico
La spiaggia
Parghelia gode di più di
otto chilometri di costa. Le distese
di spiaggia bianca e sottile,
che ricordano ambienti tropicali,
sono a tratti interrotte da scogliere
che formano caratteristiche insenature.
Particolare è il maestoso
scoglio denominato "Pizzuta".
Forse meglio di ogni altra descrizione
del mare incantevole di Parghelia
valgono le parole dello scrittore
e viaggiatore francese Adolphe
Custine (1790-1857) che, giunto
in Calabria nel 1812, così
scrisse: << Lasciando Parghelia,
sono sceso sulla spiaggia del
mare per bagnarmi. Ho provato
un piacere sconosciuto nel tuffarmi
in questa acqua così limpida
e così calma, quando il
sole la rende brillante e il vento
non muta le onde in cavalloni
la si scambierebbe per un superbo
tappeto di seta damascata. Ero
ancora occupato a toccare questo
prezioso tessuto, quando vidi
il sole entrare nel mare. Nulla
può essere paragonato alle
tinte del cielo e dell'acqua al
tramonto. Il cielo era del più
vivo colore porporino, il mare
dell'azzurro più scintillante:
questi due colori spegnevano tutto
e mi accecavano. Non potevo distinguere
che i contorni edlle isole Eolie
e delle rocce di Tropea (...)
>>
Promontorio
"Petto di Michelino"
Lasciata alle spalle via Luigi
Razza e svoltando verso il mare,
si deve imboccare la strada di
Michelino che conduce fino al
promontorio. Splendida è
la vista sulle spiagge sottostanti
(che si pssono raggiungere a piedi
attraverso un viottolo che si
apre tra i canneti) e , in lontananza,
su Tropea e lo Stromboli. Dal
promontorio parte una passeggiata
turistica che porta fino a un
belvedere.
Risalendo
il torrente La Grazia
Questo corso d'acqua, dal nome
evocativo che richiama alla memoria
l'antica chiesa di Santa Maria
delle Grazie oggi non più
esistente, segna il confine con
Zaccanopoli, da una parte, e con
Tropea e Drapia dall'altra.
Per raggiungerlo occorre prendere
il sentiero che, all'altezza del
ponte sulla statale 552, si inoltra
verso la collina risalendo il
torrente.
Passeggiando lungo il suo corso
si possono incontrare i ruderi
di numerosi mulini ad acqua.
Continuando a camminare si arriva
ai piedi di una collinetta contrassegnata
dalla torre di un vecchio mulino.
Volendo, ci si può arrampicare
sulla collinetta per arrivare
al sito che un tempo ospitava
l'antico villaggio di Alafito,
distrutto nel terremoto del 1905.
In questa zona, tra suggestive
pareti di arenaria ricche di fossili,
zampilla una freschissima acqua
di sorgente. Quest'ultima parte
del percorso è consigliata
a persone abituate alle lunghe
passeggiate anche su terreni accidentati. |
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| Feste
religiose |
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S. Andrea (patrono) – 29/30 novembre
Le manifestazioni in onore del
santo patrono durano due giorni.
Il 29 è organizzata una
festa in piazza durante la quale
si friggono le “zeppole”
(frittele dolci con uva passa).
Per tradizione, inoltre dal campanile
della chiesa si lanciano castagne
ad ogni rintocco di campana (in
ricordo delle elargizioni della
chiesa durante i periodi di carestia).
Il giorno seguente si celebra
la messa e si svolge la processione.
I festeggiamenti includono il
“ballo dei giganti”,
imponenti sagome in cartapesta
che danzano al ritmo frenetico
dei tamburi. Madonna
di Porto Salvo (protettrice) –
II domenica di agosto
In questa occasione, tradizionali
riti religiosi della messa e della
processione sono seguiti da concerti
musicali e fuochi d’artificio.
I cittadini, inoltre, partecipano
ad una particolare rassegna a
premi addobbando con composizioni
luminose finestre e porte di casa
secondo un’antica tradizione
locale. Santa
Rita – 22 maggio
È una festa esclusivamente
religiosa. Durate la messa vengono
distribuiti panini benedetti.
A seguire , la processione. |
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| Manifestazioni |
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“Pargheliaestate”
Per tutto il periodo estivo Parghelia
si trasforma in un grande contenitore
di attività ricreative.
Oltre a rappresentazioni teatrali
e mostre d’artigianato,
ogni anno viene organizzata la
cosiddetta “pesca de surici”.
È una gara che consiste
nel pescare più surici
(particolare specie di pesce)
possibili. Al partecipante più
bravo viene consegnato un premio.
Sagra
del pesce – 3 agosto |
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| Spiaggia
di "Michelino" |
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| Spiaggia
di "Michelino" |
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| Spiaggia
di "Michelino" |
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| Chiesa
della Madonna di Portosalvo |
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| Veduta
delle Isole Eolie da Parghelia
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